SENTIERO DEI SARVANOT – Rore (Val Varaita)

(in colaborazione con: ATL del Cuneese: www.cuneoholiday.com, www.cuneooutdoor.it)

Dopo una settimana di brutto tempo, eccoci di nuovo in viaggio! Non che il tempo sia granchè, ma se non altro non dovrebbe piovere…
Oggi si raggiunge la Val Varaita, precisamente Rore (o Rure?), una borgata poco prima di Sampeyre, per percorrere il Sentiero dei Sarvanot. Ma cosa saranno?.
Nebbioline e clima freddino e umido. Ma siamo proprio sicuri di partire…?
Troviamo un parcheggio in paese e facciamo pranzo seduti dentro la macchina di Papi che come sempre sbraita “le briciooleeee!!!”
Si alza il vento e fa freddo. Ma siamo proprio sicuri di partire…?
Mamma vaga un po’ alla ricerca dell’inizio del sentiero e poi chiede ad un signore… e aveva il cartello proprio alle spalle… no comment…
Ci si imbaccucca per bene e si parte.
Il sentiero inizia a sinistra, tra il ristorante “Amici” ed il negozio di alimentari, indicato da cartelli. Si passa un poco nelle case, e ci sono un paio di teste di Sarvanot che sbucano qua e là.
E c’è un androne scuro dove c’è il trebbia-pannocchie (si chiamerà così?).
Alla fontana si seguono i cartelli verso destra infilando uno stretto passaggio che ci porta, con uno strappetto un po’ inclinato per le mie gambette, ad una carrareccia.
Si prende a sinistra, ora in leggera salita, lungo la carrareccia con ricci di castagni a terra e mi pungo pure un po’ le ditine (ma Papi me l’aveva detto…). Da qui in poi si camminerà sempre lungo il corso del torrente Ciantorane. Cammino fino al cartello che mi piacerebbe leggere perché ha le lettere tutte colorate.

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La carrareccia è molto evidente fino ad un pannello di avvisi, poi è una pista erbosa che porta al sistema di alimentazione del Canale Sampeyre-Brossasco.
Si oltrepassa due volte il Ciantorane su ponti di pietra e cemento. Poco oltre un pannello sulla vegetazione del luogo, la carrareccia diventa sentiero e si inerpica in modo piuttosto ripido. Prendiamo a sinistra ad ogni bivio (sempre lungo il corso del torrente). Quindi, il sentiero si pianifica.
Io sono un po’ inquieta, forse perché non è che mi appassioni tanto l’idea di ‘sti Servanot… non è che sono un po’ birboni?
E poi…
E poi appare il primo, nascosto tra gli alberi, ed è tutto colorato allegro e divertente e mi accorgo che, forse forse, sono simpatici questi folletti…
E ne trovo subito un altro: “Sarvanot! Sarvanot!”, grido.
È divertente guardarsi attorno sulle spalle di Papi, alla ricerca dei folletti!
Cos’è? Oh, una salamandra! Sembra una lucertola ma è nera a chiazze gialle. Mamma e Papi mi spiegano che si vedono solo quando è bello umido perché a loro piace la pioggia, proprio come i Sarvanot che quando piove ridono. Non è che è un Sarvanot anche lei, magari sotto incantesimo? Scompare velocemente tra le foglie, lasciandomi il dubbio…
Poco oltre si passa una strettoia tra le rocce affiancata da un parapetto di legno e si giunge ad un punto di sosta accanto ad un ammasso di rocce. Oh, ma c’è un tavolino con panca! Io ho fame! Reclamo merenda (o secondo pranzo?).
Tappa accanto al cartello che mi spiega cosa sono i Sarvanot e… ma ce n’è uno lassù! C’è una piccola testa tra le rocce… e dall’altra parte del torrente un paio di pantaloni blu ne rivelano un terzo… Ma qui non bisogna smettere di guardarsi attorno neppure mentre si sgranocchia merenda!
Leggendo si scopre che i Sarvanot sono proprio un po’ farinelli: per esempio di notte si divertono a gettare noci sul balcone delle case mentre la gente dorme tranquilla svegliandola di soprassalto… Che ridere!!
Riprendiamo il viaggio, il sentiero prosegue in modo graduale, si passa su un lungo ponte di legno che affianca una vecchia frana e arriviamo ad uno piccolo slargo presso il torrente. Ormai è un avvistamento dietro l’altro: i nonni, la vecchina, il sarvanot con acconciatura rasta e sul pietrone… il DRAGO!
C’è pure un dragone con gli occhi gialli!
Girelliamo per l’ansa del torrente così troviamo anche il guerrigliero con la faccia nera ed i capelli blu e io dico a Papi di fargli la foto e dico al Sarvanot di non muoversi sennò la foto viene mossa! (e poi viene mossa lo stesso… ma Papi…!)
Io sto sempre sullo zainetto, e certo!, altrimenti come faccio a vedere per prima i Sarvanot se devo guardare dove mettere i piedi?
Ennesimo ponte di legno, questa volta corto, e si riprende un po’ a salire mentre un Sarvanot-bambino, senza corpo, dorme proprio sul sentiero.
E si arriva all’ultimo ponte che è la spettacolare conca in cui si tuffa la cascata di “Tumpi la Pisso” (sembra il nome di una delle principesse delle mie fiabe), mentre continuano ad apparire dei Sarvanot anche dove uno ha già guardato…
Bel salto doppio con ponte proprio in posizione panoramica e salitina viscida ed erta per il punto panoramico e c’è pure il quaderno per i commenti dove si scopre che i Sarvanot potrebero essere almeno 23 e allora Mamma si farà tutta la strada del ritorno contandoli, ma arriverà solo a contarne 20…
Ormai fa freddo e l’escursione è conclusa.
Volendo, si potrebbe proseguire seguendo la segnaletica “Ciastel”, compiendo un giro circolare, ma il tratto subito dopo la cascata è piuttosto ripido ed esposto: sconsigliato a bambini piccoli!!!! Al ritorno, dobbiamo stare attenti ai sentierini che si staccano verso destra e possono indurre in confusione: bisogna sempre tenersi lungo il torrente, prendendo sempre a destra….
E mi raccomando: non ascoltate in nessun modo le indicazioni sulla direzione da prendere che vi daranno i Sarvanot!!!!!

diario Sentiero dei Sarvanot.pdf

INFO
località di partenza e di arrivo
: Rore (Rure) (890 m) – Tumpi la Pisso (1040 m)
difficoltà: T
dislivello: 150 m
distanza: 2 km a/r
tempo di percorrenza: 1 ora
tipologia di percorso: brevi tratti di sterrata e sentiero
segnaletica: cartelli e segni bianco-rossi
acqua: fontana all’inizio del sentiero
periodo consigliato: da primavera all’autunno
cartografia: depliant reperibili presso i locali commerciali del luogo
come arrivare: Val Varaita (Piemonte) – SP/SR589 tra Saluzzo e Cuneo, indicazioni “Valle Varaita”, quindi indicazioni a destra per “Rore”
info: l’associazione culturale Lu Rure ha raccolto le leggende relative ai Sarvanot in un libro messo in vendita presso il negozio di alimentari. Il sentiero è molto affascinante ma, soprattutto d’autunno con le foglie a terra, può rivelarsi scivoloso. Da evitare nei giorni piovosi, quando i massi del sentiero diventano viscidi.
indirizzi utili: Comune di Rore: www.rore.it – ATL del Cuneese: www.cuneoholiday.com, www.cuneooutdoor.it

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  • “Madotao” è il nome di un peschereccio scassato incontrato in bassa marea durante il trekking de “Le Chemin des Phares”, in Bretagna, che tutte le mattine affronta le onde atlantiche del Finistere con coraggio, senza piagnistei.
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