“Sea change, sea change, rich and strange” Percy B. Shelley
Partiamo al mattino presto, all’alba del primo giorno dell’anno.
Nora prende per la prima volta il treno e per la prima volta vedrà l’acquario di Genova con i suoi meravigliosi protagonisti marini.
Il mare appare dopo poche stazioni. Il sole inonda il vagone semideserto e il movimento delle onde in controluce.
“Papà, perché il mare non sta mai fermo?”
Appesi al finestrino del treno ci pare di scorgere lontanissimo il vascello dell’Ariel, nella stesura di quel poema universale che è la ricerca dell’invisibile attraverso il bello, l’intuizione e l’ispirazione.
“Il mare cambia, il mare cambia, ricco e strano”.
