Scendeva dalla montagna all’imbrunire o alla mattina molto presto gli ultimi giorni d’autunno. Scendeva fino alla piazza del paese di Villard de Lans.
Quando non c’erano rumori e quando la puzza degli abitanti del luogo ammorbava un po’ meno l’aria. Quando l’aria sapeva già di neve.
Scendeva per parlare con sua madre.
Per raccontarle come era stato l’anno, i luoghi che aveva visto, quelli che aveva intenzione di visitare nella sua fuga.
Aveva pescato i salmerini nel fiume nel mese di agosto e fatto scorpacciate di mirtilli rossi in quello di luglio. Aveva osservato il volo lento e libero dell’aquila e incontrato un branco di lupi lungo il sentiero dei boscaioli.
Era stanco.
Il vigore della giovinezza lo stava abbandonando, lo sentiva nei brividi di freddo che ora lo coglievano anche a fine autunno, alla prima caduta delle foglie colorate. Lo sentiva nei brividi di paura che sempre più spesso lo accompagnavano nel suo essere braccato.
Ma ora era contento. Si sentiva a casa. Protetto dalla presenza della vecchia madre.
E come tutti gli anni la vecchia gli chiedeva di quando avesse intenzione di metter su famiglia, chè gli anni passano per tutti. Poi lo guardava in maniera dolce, augurandogli buona fortuna.
Lui ricambiava lo sguardo e poi prendeva il sentiero, sempre verso nord, allontanandosi piano.
Un fiocco di neve solitario gli colpì il naso. Poi altri sopraggiunsero lenti. Era tempo di cercarsi una casa.
Sapeva che quello sarebbe stato per lui l’ultimo inverno.
Nel paese di Villard de Lans era l’inizio di dicembre e come tutti gli anni gli abitanti si apprestavano ai preparativi di Natale. E come tutti gli anni avrebbero, insieme all’abete di Natale, addobbato anche un’imponente statua in pietra posta proprio al centro del paese.
Era la statua di un orso.
La targa incisa sulla pietra recitava:
“Ultimo orso del Vercors, cacciato e abbattuto da Monsieur Philip Rascard nel 1937“.
NDR: Il paese di Villlard de Lans esiste realmente, come la sua piazza e la statua che ricorda l’ultimo orso selvaggio dell’altipiano del Vercors. Nora, nostra figlia, lo ha cavalcato.
