Spesso ci capita di ricordare la prima escursione con Nora, all’età di 3 mesi.
Lei sul passeggino, beata.
Noi molto meno: zaino in spalla pieno di pannolini di scorta, 5 chili di latte in polvere e dieci litri d’acqua in caso le fosse venuta fame, fornellino da campeggio per scaldare il latte, plaid arrotolabile (quello che una volta srotolato non tornerà mai piu come prima ma assumerà, quando lo si cercherà di ri-arrotolare con grande sforzo, la dimensione di una mortadella da sagra paesana dal diametro di mezzo metro…).
Non poteva mancare la crema solare protezione 52 da ghiacciaio-quota-8000 anche se l’itinerario era al fresco dei boschi (non si sa mai, qualche raggio di sole poteva filtrare…), set di bavaglioli per evitare magliette bagnate di pappa, vestiario comprendente dalla canottierina leggera alla giacca invernale capace di far sudare anche Amundsen sulla slitta alla conquista del Polo Sud.
Oltre a questo fardello bisognava aggiungere le nostre cose, compresa l’attrezzatura fotografica.
Quando partivamo eravamo sempre in dubbio se affittare dei portatori sherpa o magari di due asinelli con basto. La gente che ci vedeva per i sentieri ci scambiava per dei poveri senza tetto itineranti… “Guarda caro, hanno perso la casa e ora si portano tutto con sé con una bambina così piccola… che pena poverini…”
Nora nella sua posizione orizzontale guardava con grande soddisfazione il cielo screziato di nuvole sopra di sé e ogni tanto ci sorrideva, pensando:
Lasciali sbagliare.
È normale per i grandi…
(tratto dalla prefazione della Guida: A PICCOLI PASSI di Franco Voglino e Annalisa Porporato)
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